Sussurri, grida, paradossi e suppliche

 Paolo Maninchedda oggi risponde a chi ieri ha montato ad arte un “caso” senza che esistesse nessun caso. Niente accade a caso, a maggior ragione il “casus belli”.

E’ paradossale che un assessore della Regione Sardegna debba difendersi dal “fuoco amico” ed è altrettanto paradossale che l’attività di governo fatta di cose reali e concrete a tutela della gente e per la gente (il mutuo regionale colma parte di un gap infrastrutturale che la Sardegna non può più sopportare) venga ridotta ad una questione di centimetri ed è ancor più paradossale che si cerchi un capro espiatorio per giustificare colpe che, per onestà intellettuale e politica, qualcuno dovrebbe addebitarsi.

Noi del Partito dei Sardi abbiamo ben chiaro qual è la nostra idea di governo per la Sardegna e per i Sardi: abbiamo ben chiara l’idea di un soggetto politico che persegue la sovranità e sfocia nella Nazione Sarda. Noi lavoriamo alacremente con dedizione totale per onorare gli impegni presi con i Sardi e gli alleati politici.

L’ultima “perla” infilata oggi è una supplica: descrive chiaramente il supplicante, senza tanti giri di parole.

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