SENZA SE E SENZA MA!

Sulla vicenda della sede staccata dell’Università di Oristano, pur avendo seguito gli eventi e partecipato alla assemblea pubblica della scorsa settimana, abbiamo preferito non intervenire subito per evitare strumentalizzazioni politiche che si presentavano dietro l’angolo. Non possiamo però evitare una riflessione serena sull’argomento che ci riporta al diritto allo studio e alla tutela dei territori periferici (come stiamo continuando a fare sul piano di dimensionamento scolastico), oltre che a difendere le realtà sarde che funzionano ma che stranamente si ritrovano sempre nel cono d’ombra della precarietà.

È disarmante, anche solo a pensarlo,  credere alla miope valutazione del baratto dell’esigenza di cassa con il diritto allo studio, e diventa preoccupante che ,anche se a solo titolo provocatorio, si metta in discussione una sede universitaria con 178.000 euro.

La presenza dell’Università ad Oristano deve essere considerata una conquista da difendere a tutti i costi e contro tutti, e noi lo faremo sia contro dubbie logiche di bilancio sia contro paventate cagliaricentriche ipotesi  di accentramento. L’Università ad Oristano rappresenta un’opportunità irrinunciabile di crescita non solo culturale, ma soprattutto sociale ed economica per tutto il territorio; è molto spesso l’unica possibilità per molti giovani di frequentare corsi universitari o di specializzazione post-universitaria che altrimenti non potrebbero frequentare (penso sia utile conoscere i dati del costo medio per studente nelle varie sedi universitarie della nostra isola). La presenza dell’Università nei territori periferici aiuta nel pensare ad un’università vicina, visibile, trasparente e, soprattutto, utile, che può anche governare processi di integrazione e di lotta alla marginalizzazione delle periferia in una prospettiva di crescita e di rinascita e deve essere partecipe a rendere concreta quella che è definita la terza missione dell’Università, dopo la didattica e la ricerca, che è quella di costruire scenari di sviluppo sociale ed economico  esaltando e valorizzando la vocazione dei territori, le loro risorse e la sostenibilità del loro uso. Non è trascurabile neanche la funzione sociale dell’Università come argine ai fenomeni di spopolamento e marginalizzazione di vaste aree dei territori periferici con una funzione complementare che identifica e qualifica l’uno e l’altro, con spunti continui  per la didattica e la ricerca.

La difesa del diritto ad esistere dell’Università di Oristano deve essere  univoca e trasversale e noi non permetteremo che prevalgano principi contabili sterili e senza prospettiva futura; non crediamo all’uomo-nero, ma pensiamo che gli uomini possano commettere errori… ma è fondamentale non perseverare altrimenti si perde il beneficio della buona fede.

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