Fare e non ascoltare chi distrugge con calcolo

In generale è più facile distruggere che costruire, e questo qualche ex amministratore dovrebbe saperlo bene e ricordarlo con onestà. Nel particolare, dico che abbiamo lavorato per modificare la riforma della rete ospedaliera (che tutti ritengono necessaria) con onestà e merito, cercando sempre di difendere il diritto alla salute di tutti i sardi e mai di un unico territorio, cercando di migliorarla e renderla flessibile alle esigenze, privilegiando i servizi e non lasciando spazio alle etichette di facciata. Non è la miglior riforma che potevamo esitare, ma è stata elaborata dal parlamento sardo e non lasciata alla visione di un singolo.
Gli emendamenti che il nostro partito ha presentato nell’ultima settimana e che sono stati votati con larga maggioranza sono diversi e di importanza notevole (ma i giornali sembra preferiscano non parlarne):
– negli ospedali di zona disagiata ai reparti di chirurgia non si applica il limite del tasso minimo di occupazione del posto letto;
– il turismo sanitario si estende a tutto il territorio sardo e non solo alle isole minori;
– si prevede di poter aumentare i posti letto anche nel pubblico e non solo nel privato accreditato;
– i posti letto in aumento non vengono presi dal territorio (ospedali di comunità ed RSA di cui siamo estremamente carenti) ma dalla grave inefficienza clinico gestionale del pubblico e del privato accreditato;
– se si autorizzano nuovi posti letto nel privato accreditato e nel pubblico questi devono essere reperiti con il recupero della mobilità passiva (cioè dando quei servizi per cui i sardi sono costretti ad andare fuori dalla Sardegna per curarsi);
– se il “Mater Olbia” non apre entro il 2020 i posti letto rientrano nella disponibilità della rete ospedaliera (208 posti letto);
– a Ghilarza rimangono 20 posti letto di medicina ed una chirurgia per la week e day Surgery con posti letto dedicati, oltre a un Centro di Emergenza Territoriale.
– negli ospedali di zona disagiata rimane la medicina e la chirurgia, con posti letto separati; rimane la gestione dell’urgenza, rimane il pronto soccorso h24 con proprio personale, rimangono i servizi di supporto (laboratorio, radiologia, anestesia, direzione sanitaria); si apre allo sviluppo di servizi di chirurgia di eccellenza anche nei presidi periferici così come succede anche in realtà italiane.

Se però è più conveniente calcolare e distruggere… avanti, fate pure, ma raccoglierete ciò che seminate.
Martedì prossimo ci sarà il voto finale, ma prima dovremo votare altri emendamenti importanti, di cui i giornali e i distruttori seriali non parleranno. Sarà mia cura riportarli e parlarne comunque, perché si tratta di modifiche importanti e qualificanti per tutti i territori della Sardegna, per il nostro in particolare.

Augusto Cherchi

 

3 Comments on "Fare e non ascoltare chi distrugge con calcolo"

  1. Scusa ma che c…vuol dire CET (centro di emergenza teritoriale)nessuno me lo sa spiegare o meglio nessuno lo sa spiegare anche se addentro al politichese più spinto (quelli a cui ho chiesto) o forse vuol dire postazione di 118 (cioe un medico un infermiere ed un autista e un’ambulanza come gia c’è.

    Ho il sospetto che tutto cambierà per restare tutto uguale .

    Spero vivamente di sbagliarmi ma non credo

    • Augusto Cherchi | 22 ottobre 2017 at 14:29 | Rispondi

      CET è un centro di primo soccorso che a seconda del numero di accessi potrà essere gestito da servizio 118 o dal dipartimento di emergenza di riferimento! Con meno tecnicismo è un centro di primo soccorso territoriale ( io spero siano molto più diffusi di quelli previsti attualmente da questa proposta di riordino) che o risolvono i problemi di bassa difficoltà o stabilizzano quelli più gravi e poi trasferiscono ad un livello di cura più elevato …… mi rendo conto che non è facile da spiegare ma a mio parere è fondamentale garantire il primo soccorso nei territori periferici ed eventuali trasferimenti in sicurezza a centri più specializzati!

  2. a quanto ho letto il CET è previsto solo a ghilarza con quella dicitura gli altri sono chiamati punti di primo intervento .qual’è la differenza se differenza c’è?
    per quanto riguarda l’ospedale di comunità gestito dai medici di base quali? un esempio un paziente di arborea ricoverato nell’ospedale di comunità a ghilarza è gestito dal medico di base di arborea o da quelli del distretto di ghilarza dato che non e previsto ospedale di comunita ad oristano?oppure continuera’ ad essere ricoverato ad oristano anche se paziente non acuto occupando un posto per acuti?

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