La miopia politica, difetto ‘democratico’

Bosa, ma soprattutto i suoi cittadini, si stanno faticosamente rialzando dopo la rovinosa alluvione che ha devastato il territorio,  provocando ingenti danni a famiglie e imprese.

Quello che è accaduto, appena una settimana fa,  deve indurci a considerazioni e ad azioni di grande verità.

Non si può disconoscere che nel corso degli anni sul territorio sono stati compiuti interventi, ma che oggi continuano a risultare largamente insufficienti. Abbiamo il dovere morale di ammettere che nel settore della sicurezza dei cittadini di Bosa, e del suo patrimonio storico culturale, tante cose non vanno bene.

Occorre una politica di ampio respiro che, partendo dalle drammatiche e cicliche emergenze, possa pianificare la gestione del territorio con interventi idrogeologici, infrastrutturali, forestali, ambientali, idrici ed anche  di viabilità e di collegamenti. Per far questo è necessario che l’Amministrazione comunale di Bosa dimostri maggiore sensibilità e disponibilità ad affrontare i problemi che continuano ad affliggere i cittadini di Bosa, con grande lungimiranza e soprattutto umiltà di chi ha nelle proprie mani, in molti casi, la vita stessa delle persone. Non abbiamo bisogno di Sindaci che si immedesimano nel ruolo di Commissari Prefettizi, impegnati solo ed esclusivamente nella gestione dell’ordinario, ma di Amministratori che sappiano progettare il futuro e reperire risorse, senza mai essere travolti dal contingente!

Numerosi sono stati, nel corso di questi anni, gli interventi compiuti in Consiglio Regionale dal Partito dei Sardi, e da me personalmente, a favore del Comune di Bosa, nella consapevolezza, come sempre,  che il perseguimento  del bene comune debba avvenire prima di ogni cosa, vicissitudini politiche comprese.

Ne cito solo alcuni:

  • i fondi “Patto per la Sardegna”, pari a 10 milioni e 700 mila euro, destinati al Comune di Bosa;
  • i solleciti per l’attuazione della convenzione tra l’Assessorato dei Lavori Pubblici della Regione Sardegna ed il Comune di Bosa perla realizzazione dell’intervento denominato “Opere di difesa idraulica della Città di Bosa”;
  • il rifinanzaimento e protezione all’interno del piano  regionale infrastrutture di somme destinate alla mitigazione del rischio idrogeologico e a forte rischio di essere definanziate;
  • l’emendamento alla finanziaria regionale 2018, con il quale è stato ottenuto il finanziamento di 1,5 milioni di euro per l’escavo del Temo, che è un opera manutentiva fondamentale per il regolare deflusso delle acque in caso di ingrossamento derivante da condizioni di alta piovosità;
  • l’acquisizione di uno stanziamento di 9,2 milioni di euro per gli interventi di messa in sicurezza idraulica della diga di Monte Crispu e avvio delle opere di collaudo.

L’assessorato ai lavori pubblici ha impegnato su Bosa, per la mitigazione del rischio idraulico, circa 31 milioni di euro, delegando molte di queste opere all’Amministrazione Comunale.

Intanto, non si può continuare ad arrivare ultimi (e non essere finanziati) nelle gare per ottenere finanziamenti regionali:

martedì 8 maggio sono state pubblicate le graduatorie relative al bando sull’efficientamento energetico e micro reti nelle strutture pubbliche da 44 milioni di euro. Obiettivo del bando è quello di dotare la Sardegna di edifici intelligenti che producono energia, usano solo quella necessaria e trasferiscono quella in eccesso ad altre strutture, in un processo virtuoso che si traduce in economia, tutela ambientale e miglioramento della qualità della vita per tutti i sardi. Il Comune di Bosa figura tra gli Enti non ammessi al finanziamento in quanto ha ottenuto un basso punteggio e quindi non finanziabile.

Stessa cosa possiamo affermare per quanto riguarda l’esito del bando sulla viabilità rurale, pubblicato il 3 maggio 2018, che ha finanziato, con 200 mila euro, i Comuni che hanno inteso migliorare le condizioni di accesso ai fondi delle aziende agricole che gravitano nel proprio territorio. Anche in questo caso, purtroppo, l’istanza del Comune di Bosa non è stata ammessa al finanziamento in quanto il punteggio raggiunto era troppo basso e quindi non finanziabile.

E come non ricordare il bando  per la presentazione di progetti per opere pubbliche di pronta cantierabilità dove, a fronte di un bando di 40 milioni di euro (poi portato a 70 milioni) Bosa si aggiudica la stratosferica cifra di 26.145 euro.

O ancora il bando 2017 per gli interventi per la manutenzione dei corsi d’acqua e di mitigazione del rischio idrogeologico dei bacini idrografici, che non stanzia alcun euro a Bosa perché presenta oltre i termini stabiliti dall’avviso pubblico.

Insomma, delle due l’una! O ci troviamo di fronte a istanze di finanziamento corredate da progetti redatti con troppa faciloneria,  o siamo di fronte a una perenne malasorte che necessita di una adeguata e tempestiva benedizione!!!

A questo punto ci si chiede,  il problema è più tecnico o politico?

Noi siamo sempre più convinti che il primo si sovrapponga al secondo, in quanto riteniamo che alla politica è richiesta una visione globale e di indirizzo, che sappia, oltretutto, coinvolgere e motivare le strutture predisposte per il funzionamento dell’Ente. E’ insomma documentata che questa amministrazione si limita a gestire esclusivamente l’ordinario, senza significative progettualità, che nel lungo periodo non fanno altro che danneggiare l’azione di questa e delle Amministrazioni future con ricadute negative per l’intera cittadinanza.

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