Ancora una volta la Commissione Consiliare della Sanità decide di non decidere!

Comunicato Stampa del 14 novembre 2018

Incredibile che la VI Commissione Sanità reagisca come “Ponzio Pilato” facendo “spallucce” alla deliberazione  approvata, in via preliminare, dalla Giunta Regionale n. 47/22  del 25 settembre 2018 con la quale l’Assessorato regionale della Sanità ha decretato la riconversione dell’offerta assistenziale degli ospedali pubblici e privati e la contestuale ripartizione dei posti letto nella rete ospedaliera.

La Commissione che avrebbe dovuto esprimere un parere che, ovviamente, sarebbe stato negativo, ha preferito delegare all’Assessorato regionale della Sanità la responsabilità del provvedimento.

Ho votato contro questa inconcepibile scelta!

La delibera contiene molte criticità  che se confermate con l’approvazione definitiva da parte della Giunta,  certificheranno non poche anomalie presenti in tanti territori della Sardegna e produrranno un processo che, ad esempio, compromette la capacità dell’area del nord Sardegna di esprimere appieno la sua potenzialità di HUB di secondo livello.

Ho espresso molte perplessità sulla delibera in ordine alla distribuzione dei posti letto nella chirurgia generale, nella cardiochirurgia,  nella neurochirurgia,  nell’otorinolaringoiatria,  nell’oculistica,  nella gastroenterologia,  nella chirurgia plastica,  nella chirurgia vascolare. ..

Ho chiesto ancora una volta che la discussione si orientasse sul perché ancora non sono  stati emanati gli atti di indirizzo  ai direttori generali per modificare gli atti aziendali adottati dalle Aziende sanitarie, in contrasto con il documento di ridefinizione della rete ospedaliera, e renderli conformi allo stesso documento approvato dal Consiglio regionale nella seduta del 25 ottobre 2017.

Paradossalmente si modificano i posti letto della rete ospedaliera ma la stessa ancora non trova piena attuazione  da parte dell’Assessorato competente!

Ho chiesto, considerato che si parla di strutture private e di accreditamenti, che si riferisse della situazione  del Policlinico sassarese e dei rischi di mandare a casa 200 lavoratori perché la struttura  (durante la delicata fase di negoziazione del contratto di affitto dell’azienda) è stata privata dell’accreditamento regionale.

Ho chiesto di discutere dell’offerta sanitaria che il Mater Olbia sta calando in Sardegna, che impegna la regione per circa 60 milioni di euro annui con atti di convenzioni, per verificare non un’apertura tout court ad una maggior presenza di servizi privati accreditati, ma di una valutazione ponderata per garantire i livelli elevati di servizi sanitari a tutti i cittadini che oggi sperimentano una insoddisfazione manifesta a tutti i livelli, non solo dell’utenza, ma anche degli operatori sanitari in tutte le aziende sanitarie della regione, nessuna esclusa, che deve indirizzare ad una riflessione sulla organizzazione regionale della sanità oltre che a riflessioni economiche/finanziarie.

La nostra idea di sanità è differente: il diritto alla salute è un interesse nazionale dei sardi. Noi sappiamo che non si possono difendere gli interessi nazionali della Sardegna se non si afferma che la Sardegna è una Nazione.

Per questo faremo le Primarias!

On. Augusto Cherchi

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