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Territorio, viabilità e sviluppo

di Augusto Cherchi – Consigliere regionale del Partito dei Sardi

Non è banale quello che successo ieri.
I vertici regionali Anas e dell’Assessorato ai Lavori Pubblici vengono per la seconda volta nel nostro territorio per pianificare interventi per 10 milioni di euro su una delle principali direttrici viarie della Planargia e del Marghine.
Non è banale che i sindaci del territorio Planargia e Marghine abbiano discusso assieme di un argomento di interesse comune e non del singolo campanile.




Sanità, leggi e nuove prepotenze

Mi attribuisco più difetti, ma anche qualche buona pratica: quando mi chiedono un parere, studio sempre l’argomento con mente critica; quando una legge viene approvata dal Parlamento Sardo mi aspetto che venga applicata, da tutti,…



Dragaggio del Temo: un problema indifferibile

Nella discussione della legge finanziaria che a dicembre entrerà in Aula sarà riproposto l’emendamento sul dragaggio del fiume Temo nel tratto che insiste nella citta di Bosa.
Nella finanziaria 2016 avevo presentato un emendamento di oltre 1 milione di euro, bocciato dall’aula per un solo voto, ma seguiti dall’impegno dell’esecutivo e del vicepresidente Paci a trovare i fondi per finanziare il dragaggio quale opera fondamentale per la salvaguardia idraulica della città di Bosa.
Ho ripresentato un emendamento che impegna l’esecutivo per 1,5 milioni di euro


Agenzia Sarda delle Entrate: il Partito dei Sardi aveva ragione, il Governo italiano NO!

La Corte Costituzionale italiana ha ritenuto infondate tutte le impugnazioni relative all’art. 3 dell’Agenzia Sarda delle Entrate. Così facendo ha di fatto detto che la Sardegna e il Partito dei Sardi avevano ragione e il Governo italiano torto. È infatti la stessa Corte a chiedersi infatti perché dovrebbe essere illegittimo in Sardegna e per la Sardegna ciò che è non lo è in Trentino Alto Adige e nella Provincia di Bolzano. La Sardegna e il suo Governo avevano ragione…


Voto democratico… purché unanime!

Competenza e managerialità: sono questi (o, almeno, sembrerebbero questi) i requisiti valutati dalla Giunta nella scelta del Direttore Generale dell’AREUS (Azienda Regional dell’Emergenza Urgenza della Sardegna).
A questo proposito io mi aspetto che, all’interno di un percorso trasparente, vengano resi noti i profili di tutti i candidati e i criteri che sono stati utilizzati per orientare la scelta, in modo che venga attestata l’assenza di logiche di lottizzazione e di marchi di appartenenza politica e partitica.

Personalmente, ritengo di dover fare una riflessione sui requisiti deliberati e di dover fissare alcuni punti che a mio parere avrebbero dovuto orientare la selezione, in modo da sgombrare il campo da ogni eventuale dubbio.


Fare e non ascoltare chi distrugge con calcolo

In generale è più facile distruggere che costruire, e questo qualche ex amministratore dovrebbe saperlo bene e ricordarlo con onestà Nel particolare dico che abbiamo lavorato per modificare la riforma della rete ospedaliera (che tutti ritengono necessaria) con onestà e merito, cercando sempre di difendere il diritto alla salute di tutti i sardi e mai di un unico territorio, cercando di migliorarla e renderla flessibile alle esigenze, privilegiando i servizi alle etichette di facciata. Non è la miglior riforma che potevamo esitare, ma è stata elaborata dal parlamento sardo e non lasciata alla visione di un singolo.
Gli emendamenti che il nostro partito ha presentato nell’ultima settimana e che sono stati votati con larga maggioranza sono diversi e di importanza notevole (ma i giornali sembra preferiscano non parlarne):
– negli ospedali di zona disagiata ai reparti di chirurgia non si applica il limite del tasso minimo di occupazione del posto letto;
– il turismo sanitario si estende a tutto il territorio sardo e non solo alle isole minori;
– si prevede di poter aumentare i posti letto anche nel pubblico e non solo nel privato accreditato;