Sanità

Rete ospedaliera.
Prosegue la battaglia del Partito dei Sardi

Ecco l’emendamento votato ieri in aula (Augusto Cherchi primo firmatario) sugli ospedali di zona disagiata.
Rappresenta una tappa di una lunga battaglia con la quale finalmente si è riusciti a mettere in sicurezza gli ospedali di Bosa, Sorgono, La Maddalena, Isili e Muravera.

«Per il nostro territorio è una vittoria importante che sancisce una volta per tutte che il nostro ospedale deve sopravvivere con i servizi essenziali per tutta la popolazione» dichiara Augusto Cherchi «finisce l’era in cui si è vissuto con l’incubo della spada di Damocle sulla chiusura dell’ospedale, che da quando è nato vive con questa paura. Ora è stabilito che rappresenta una parte essenziale della nostra rete ospedaliera e che ha dignità di ospedale di base».

Nei prossimi giorni proseguirà il lavoro per la precisa definizione dell’organizzazione dei servizi. A questo fine, il Partito dei Sardi ha predisposto e presenterà gli emendamenti a tutela dei territori periferici e a difesa della salute di tutta la popolazione sarda.

Tra le altre cose, è importante rilevare che è stato approvato un emendamento che impegna la Giunta ad avviare immediatamente la discussione sulla rete territoriale e della emergenza urgenza come reti complementari e indispensabili alla piena attuazione della rete ospedaliera.

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Il Partito dei Sardi: sulla sanità non facciamo la spesa al mercato del populismo

Augusto Cherchi, Consigliere del Partito dei Sardi e Membro della Commissione sanità, interviene per fare il punto sul dibattito sulla riforma della rete ospedaliera e ribadire la posizione del partito su alcuni dei punti più significativi: «Sulla questione Alghero – Ozieri riteniamo sia giusto un primo livello che completa la sanità del Sassarese, in evidente fase di ristrutturazione, che non presenta il livello di Hub che invece ha Cagliari.
Su Lanusei sono stati conservati i servizi che sono da primo livello anche se non ne avrebbe le prerogative e i requisiti minimi: non facciamo battaglie sulle etichette ma sui servizi.
Sugli ospedali di zona disagiata la nostra battaglia per il riconoscimento della tutela garantita dei servizi sta dando i suoi frutti e l’emendamento di revisione presentato da noi ma firmato e sostenuto anche della maggioranza di commissione arriva in aula forte di una buona condivisione.


Pressing del Partito dei Sardi sulla sanità. Condivisi in Commissione gli emendamenti del gruppo

Continua in Commissione Sanità l’analisi degli emendamenti al testo di riordino della rete ospedaliera.
La Commissione si appresta a completare l’esame del primo allegato, mentre l’analisi degli allegati 2 e 3 dovrebbe essere ultimata entro la mattina di martedì 10 ottobre. Augusto Cherchi, responsabile della sanità per il Partito dei Sardi e membro della Commissione, sostiene con forza le proposte del suo gruppo consiliare, che finora sono passate con voto quasi unanime.

Un cenno alle modifiche più rilevanti proposte dal Partito dei Sardi che hanno incontrato il parere favorevole degli altri membri della Commissione.

– È affermata e sottolineata la necessità di una forte integrazione tra la rete ospedaliera, la rete territoriale e la rete dell’emergenza-urgenza e ribadisce il ruolo cardine del Distretto come struttura organizzativa, gestionale e facilitatrice delle attività sanitarie in ambito territoriale.






E SE ZOLA FOSSE MEGLIO DI MESSI?

Durante la discussione della finanziaria 2017 ho presentato un emendamento che prevedeva di destinare 1,5 milioni di euro per il dragaggio del fiume Temo. L’emendamento prevedeva una copertura finanziaria che attingeva dai risparmi del bando…



Per bene che vada utilizziamo male quello che abbiamo

Una quota significativa della spesa sanitaria è, nella migliore delle ipotesi, utilizzata male; nell’ipotesi peggiore è uno spreco e risulta talvolta dannosa per i cittadini.
È questa la impietosa conclusione a cui arriva il Tackling Wasteful Spending on Health OCSE 2017 pubblicato il 10 gennaio scorso a Parigi.
Migliorano ovunque, nell’area OCSE, aspettativa di vita e salute, ma la sfida della sostenibilità è ancora sul tavolo e la lotta è sempre più difficile, di fronte a cure innovative sempre più costose e al progressivo invecchiamento della popolazione.
Oltre 1/5 della spesa sanitaria (che in Sardegna varrebbe circa 700 milioni di euro) potrebbe essere utilizzata per spendere meno e/o per spendere meglio e reinvestire in servizi e qualità.